Quando si è innamorati è inevitabile
scambiarsi un pensierino. Succede a tutti. E' un evento certo come
quello della morte, o delle bollette. Possono essere di vario tipo per le fantasie più disparate:
un portachiavi a forma di cuore, una collana a forma di cuore, un
cuscino a forma di cuore, un pupazzetto che abbraccia un cuore, una
tazza, una foto, una maglietta, un adesivo, una scatola di
cioccolatini, e chi ne ha più ne metta. Senza dimenticarsi il cuore
ovviamente. Prima o poi, tutti ci passano: ognuno dà qualcosa a
qualcuno. Il legame è così forte che si sente la necessità di
simboleggiarlo.
Io avevo uno di quei ciondoli a forma di cuore,
quelli che se divisi diventano due. Effettivamente è sbagliato dire
''avevo'' visto che di fatto ne porto ancora la metà. Ma per il
senso che doveva avere all'inizio, è giusto parlare al passato. Lo
regalai tre anni fa alla ragazza che ritenevo fosse quella giusta:
quella brava, quella simpatica, quella intelligente, quella gnocca,
quella anche un po' scema. Tutte le mie sensazioni dicevano: ''Vai!
Sì! Lei è perfetta!" ed ero così felice da non sentire
più il mondo sotto i miei piedi . Poi Dio (quello che io chiamo
caso) ha deciso di fare il monello, e ora mi trovo da solo a
mantenere la promessa di portarlo con me sempre, finché tutte le fibre di cui è composto
questo ciondolo non si spezzeranno. Un
po' come interrompere un incantesimo che, ahimè, ho lanciato
io stesso. E' da folli, ne sono convinto anch'io. Allo stesso modo,
però, sono pervaso dall'idea che se si fa una promessa, bisogna
mantenerla. Altrimenti si passa per persone superficiali e io lo sono
stato già per abbastanza tempo. Al contrario lei potrebbe averlo già
buttato via, o potrebbe custodirlo nel suo cassetto degli ex. Quel
che è certo è che non lo porta più attorno il suo collo. In questi
anni ho conosciuto persone che si erano accorte del ciondolo, e
sovente mi chiedevano: "hai la morosa?". Beh, ora posso
dire che trovo divertente essere stato costretto a rispondere in due
maniere diverse, opposte oserei dire. Quello che prima doveva essere
il sigillo che univa due metà in un unico ed un solo cuore, ora è
diventato il simbolo di un cuore spezzato che non ha più la metà
che lo completava. Ogni tanto do un'occhiata alle
condizioni dei fili del ciondolo: alcuni sono andati, altri stanno
per andarsene. E la circonferenza si fa sempre più larga e sottile. Anche il
colore nero intenso, che sapeva di nuovo, ora è un nero pallido,
sbiadito. E realizzo che il tempo logora qualsiasi cosa, fino a
distruggerla. Anche il dolore si è sottomesso al tempo, visto che
ora non provo più nulla per lei. Il passato è passato! E questa
cosa mi dà un gran sollievo.
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