mercoledì 11 maggio 2016

Legami




Quando si è innamorati è inevitabile scambiarsi un pensierino. Succede a tutti. E' un evento certo come quello della morte, o delle bollette. Possono essere di vario tipo per le fantasie più disparate: un portachiavi a forma di cuore, una collana a forma di cuore, un cuscino a forma di cuore, un pupazzetto che abbraccia un cuore, una tazza, una foto, una maglietta, un adesivo, una scatola di cioccolatini, e chi ne ha più ne metta. Senza dimenticarsi il cuore ovviamente. Prima o poi, tutti ci passano: ognuno dà qualcosa a qualcuno. Il legame è così forte che si sente la necessità di simboleggiarlo. 
Io avevo uno di quei ciondoli a forma di cuore, quelli che se divisi diventano due. Effettivamente è sbagliato dire ''avevo'' visto che di fatto ne porto ancora la metà. Ma per il senso che doveva avere all'inizio, è giusto parlare al passato. Lo regalai tre anni fa alla ragazza che ritenevo fosse quella giusta: quella brava, quella simpatica, quella intelligente, quella gnocca, quella anche un po' scema. Tutte le mie sensazioni dicevano: ''Vai! Sì! Lei è perfetta!" ed ero così felice da non sentire più il mondo sotto i miei piedi . Poi Dio (quello che io chiamo caso) ha deciso di fare il monello, e ora mi trovo da solo a mantenere la promessa di portarlo con me sempre, finché tutte le fibre di cui è composto questo ciondolo non si spezzeranno. Un po' come interrompere un incantesimo che, ahimè, ho lanciato io stesso. E' da folli, ne sono convinto anch'io. Allo stesso modo, però, sono pervaso dall'idea che se si fa una promessa, bisogna mantenerla. Altrimenti si passa per persone superficiali e io lo sono stato già per abbastanza tempo. Al contrario lei potrebbe averlo già buttato via, o potrebbe custodirlo nel suo cassetto degli ex. Quel che è certo è che non lo porta più attorno il suo collo. In questi anni ho conosciuto persone che si erano accorte del ciondolo, e sovente mi chiedevano: "hai la morosa?". Beh, ora posso dire che trovo divertente essere stato costretto a rispondere in due maniere diverse, opposte oserei dire. Quello che prima doveva essere il sigillo che univa due metà in un unico ed un solo cuore, ora è diventato il simbolo di un cuore spezzato che non ha più la metà che lo completava. Ogni tanto do un'occhiata alle condizioni dei fili del ciondolo: alcuni sono andati, altri stanno per andarsene. E la circonferenza si fa sempre più larga e sottile. Anche il colore nero intenso, che sapeva di nuovo, ora è un nero pallido, sbiadito. E realizzo che il tempo logora qualsiasi cosa, fino a distruggerla. Anche il dolore si è sottomesso al tempo, visto che ora non provo più nulla per lei. Il passato è passato! E questa cosa mi dà un gran sollievo. 

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